AstroshamanicHealing Touch e Pronto Soccorso Multidimensionale: La Via della Terra (parte 1)

AstroshamanicHealing Touch e Pronto Soccorso Multidimensionale:  La Via della Terra, con Franco Santoro, parte 1

Binario 1.11

I tre Stadi del Tocco Astrosciamanico

Nell’AstroshamanicHealing la pratica viene svolta in 3 stadi.
Il primo stadio è in relazione con la mano destra e con l’Intento.
L’Intento è  qualcosa che crea molta passione, esso si può esaurire in un attimo o al contrario ci può volere una vita per realizzarlo.

Lo scopo dell’Intento è quello di generare energia.

L’Intento è individuale e non vale allo stesso modo per tutti, esso non è astratto come per esempio l’amore.

L’esperienza è l’elemento che aiuta a trovare l’Intento, quando per esempio, entro nell’esperienza di ciò che per  me rappresenta amare ed essere amato individuando una situazione o una storia vissuta, questa esperienza genera potere e l’energia  si intensifica.

Non è sufficiente che sia solo qualcosa di visibile occorre che tutti i sensi entrino nell’esperienza, respirandola.

Il secondo stadio è in relazione con la funzione e la mano sinistra.
La Funzione mi permette di uscire dall’esperienza individuale dell’Intento, che può trasportarlo in un ossessione e mi permette di aprirmi a quello che arriva come risultato di quello che ho messo in moto.

Esempio: il mio intento è avere una famiglia unita, vado dentro questa sequenza e l’energia si intensifica, ad un certo punto c’è un salto e posso vedere qualcosa di totalmente diverso, questa è l’esperienza della Funzione.

La Funzione è un’esperienza sciamanica trasformativa.

Lo scopo dell’Intento è creare energia, non realizzare l’obiettivo che desidero.

Con l’Intento entriamo in rapporto con l’energia archetipica e con la matrice dello spirito.
Entriamo in rapporto con la guida che non ha una visione parziale e limitata ma è pura energia.

Collegandomi con questo spazio il mio tocco diventa un tocco di guarigione e la persona che viene toccata viene attivata da questa stessa forza.

Quando mi apro ad esprimere l’energia di ciò che voglio coscientemente e me ne prendo responsabilità, contemporaneamente mi apro anche al no.

Si tratta di rischiare, nello stadio dell’Intento non è importante raggiungere l’obiettivo ma liberare l’energia che blocca, e non farsi corrodere dall’indecisione.

Il tocco crea una trance quando non è riferito ad una persona o situazione e non viene interpretato.

Nel tocco astrosciamanico chi vi tocca è irrilevante.

La strategia di depistaggio dell’espansione di coscienza ha due modalità:
–       interpretare il tocco dando valore alla persona che sta toccando
–       uscire dal corpo e dimenticarmi dell’esperienza avuta

Nel tocco si tratta di rimanere nell’esperienza e nella sensazione fisica.

Il terzo stadio emerge quando si va totalmente nella polarità.
Solo quando le due polarità non hanno più voce si apre il terzo stadio.

Possiamo rappresentare il terzo stadio come il cuore, parte del corpo molto inflazionata …

Nell’astrosciamanesimo il terzo stadio è il momento in cui i due partners si staccano e si aprono al vuoto, il momento di sospensione apre all’integrazione.

L’integrazione con il terzo non è un triangolo, il terzo polo  unisce i due nel loro rapporto di polarità.

Il terzo stadio mi mette di fronte da un salto quantico in cui mi rendo conto che il problema è ridicolo, anche se dalla prospettiva dei due poli esso esiste ed è reale.

Nel terzo stadio le componenti si uniscono, nel momento in cui l’altro viene unificato il problema scompare.

Il conflitto tra le polarità, con qualcosa di negato e represso, attiva memorie scomode e trattengono nella polarità.

Il momento di passaggio del varco è dovuto ad un dolore talmente forte che, anche se il condizionamento è forte, non si può più sopportare tale dolore.

Il primo stadio è in genere un uno spazio di potere, quando il primo stadio va in crisi a causa del secondo si instaura una lotta tra i due poli.

Ad un certo punto si genera una frattura.

Il terzo stadio ci apre al mistero.
Pratica 1

Scegliere un partner e stabilire i limiti.
Entrambe i partner si focalizzano sul proprio intento e lo sentono nel corpo.

Il corpo fisico diventa un trasmettitore.

Nella prima parte si usa la mano destra e la mano sinistra può essere usata per bilanciare.

Il partner esprime l’intento con  la mano destra e lo connette alla funzione.

Il partner attivo cerca parti del corpo del partner che trasmettono forza e potere, seguite le sensazioni di piacere.

Se il tocco diventa fastidioso per chi lo riceve si tratta di segnalarlo senza parlare.

Il respiro è fondamentale, se vi sentite confusi tornate al respiro.

Al suono del tamburo connettetevi al vostro intento, aspettate prima di toccare, questa è la fase della preparazione.

Ora iniziate a toccare, trovate quindi un punto in cui arrestarvi rimanendo in contatto fisico con la mano destra.

Non c’è più alcun movimento, questo è il momento in cui ci arrendiamo alla funzione.

Focalizzatevi totalmente sul vostro Intento e su quello che sentite:
se quello che sentite è ciò che volete date il permesso affinché si realizzi e date il permesso a quello che c’è dietro di mostrarsi.

La risposta arriverà subito, si o no, è facilmente comprensibile ”questo è quello che voglio”, Si o No.

Dieci secondi per terminare.

Una volta terminato mettete la firma e lasciate andare la mano destra.

Prendete un momento per riconoscere quello che avete fatto ed anche per essere pronti a ricevere la risposta.

Sentite la soddisfazione di arrendersi alla rete della vita, essere chiari rispetto quello che volete e ricevere risposte chiare.

Ora invertite i ruoli.

Sintonizzatevi di nuovo con l’Intento, respirate, date vita ed energizzate il vostro Intento. Sia che date o ricevete date conferma al vostro intento e apritevi al Si o No.

Prendete un momento per distaccarvi dal partner, rimanendo con voi stessi.

Ritornate nell’ordinario e stiratevi.

I Sigilli Astrosciamanici

I sigilli astrosciamanici sono 144 e corrispondono alle combinazioni tra Sole e Luna.

Essi rappresentano tutte le possibilità di combinazione che esistono nelle relazioni e nei rapporti che abbiamo fra soggetto e oggetto, maschile e femminile, positivo e negativo e così via.

Qualunque polarità nel sigillo viene unita.

I 12 sigilli principali sono le lettere dell’alfabeto energetico, la matrice, quando ne combiniamo 2 creiamo dei monosillabi, unendoli ad altri posso creare una frase e un linguaggio energetico che è in rapporto sia con la parte solare che lunare.

Un linguaggio che fa presa sul visivo, non tanto sulla parola. Un linguaggio di simboli.

Il linguaggio di simboli mette insieme i due emisferi del cervello.

Nella strategia astrosciamanica essi non sono simboli, sono realtà, noi stessi siamo simboli di questi sigilli, una loro derivazione.

Gli esseri umani sono un’emanazione della matrice che produce la realtà.

I simboli hanno una durata molto più lunga, essi sono fermi alla matrice dell’essere, come elementi chimici si possono mescolare tra di loro in vari modi.

Vi invito ad osservare il sigillo 1.11, combinazione di 1 Ariete, Fuoco e 11, Acquario,  Aria.
Il modo in cui agisce questo simbolo è spietato, non si preoccupa delle conseguenze perché ciò che importa è rompere il blocco, sfondare.

Questo sigillo è particolarmente utile nelle situazioni in cui ci sono blocchi che soffocano.

Marte e Urano presenti come forza in questo sigillo, esprimono elementi maschili e non sono ricettivi.

L’immediatezza ed il cambiamento repentino sono componenti acquariane  molto utili nelle situazioni di blocco, esse forniscono una chiave di uscita nelle situazioni permanenti di stallo.

Come esseri umani siamo abituati a viaggiare in un solo canale ed è difficile creare dei passaggi di canale.

Questa combinazione ha un quantum leap, il rischio, il canale 11 non fa passaggi intermedi e crea un processo repentino di trasformazione.

Quando i blocchi sono creati consapevolmente hanno un vantaggio, sono io che creo le mura e posso anche decidere di metterci una porta.

I problemi ci sono quando non sono consapevole delle mura o mi sono dimenticato di averle messe.

Se mi dimentico posso sbattere la testa sempre nelle stesse mura. Se sbatto la testa significa che voglio uscire, altrimenti mi muovo all’interno delle mura, in uno spazio limitato.

Faccio un esempio. Decido di scrivere un libro perché questo è il mio desiderio da sempre.
Causa preoccupazioni e situazioni complicate questo libro non viene scritto e lo rimando in continuazione, posso allora decidere che basta, creo delle mura attorno a me per focalizzarmi solo sul libro.

Tengo lontano da me tutto, relazioni, salute, interessi perché porto l’attenzione solo al libro. Ogni volta che sbatto la testa mi ricordo che ho da scrivere il libro. Una volta che il libro è concluso ed ho avuto successo nel mio intento inizio a fare qualcos’altro ma comincio a sbattere la testa contro il muro che ho creato attorno a me, a questo punto si tratta di diventare consapevoli di quello che è successo, del muro che ho creato per isolarmi e scrivere il libro.

Occorre portare attenzione al vostro muro, qualunque esso sia. Portate attenzione a dove c’è il blocco, l’area del muro è la zona che nella vita vi crea costantemente delle ferite.

Vi invito ad individuare un esempio di situazione in cui sbattete sempre la testa.

Quando lo avete individuato  portate attenzione alla vostra mano sinistra.

Pratica 2

Vi invito ora a portare di nuovo l’attenzione sul vostro intento e sulla mano destra.

Aumentate il desiderio entrando nella soddisfazione del raggiungimento di esso, ora di colpo tutto è distrutto.

Tutto quello che avete costruito è perso.

Portate attenzione al respiro e al vostro corpo e ascoltate cosa succede.

Immaginate la distruzione totale del vostro sogno e sentitelo nel corpo.

Permettiamo alla mano sinistra di esprimere questo dolore senza annacquarlo con espressioni di speranza.

Respirate profondamente per entrare nella ferita, lo squarcio.

Vi invito a trovare un partner e a mettervi uno di fronte all’altro.

Quando parte la musica potete stabilire un contatto con le vostre mani, rimanendo in questa energia.

Ora rimanete immobili, respirate.

Staccatevi dal vostro partner per il momento e tornate nel vostro spazio buio.
Andate a toccare la ferita.

Esprimetevi con il vostro corpo, non rimanete bloccati nell’immaginazione.

Trovate un nuovo partner restando nella vostra ferita ed accettando che non c’è via di uscita.

Ora scambiate la vostra croce con il partner, il vostro compagno non conosce il tema della vostra preoccupazione o blocco, date nelle mani del vostro compagno il blocco e lasciatelo operare.

Incorporate il fardello del vostro compagno, non sapendo i dettagli potete andare direttamente all’essenza energetica.

Invochiamo una forza di sostegno per supportarci nell’operazione.

Ora completate ed incorporate nel vostro corpo.

Ora connettetevi al sigillo 1.11 per esaurire in modo definitivo il processo stagnante e predatorio.

Diventate i portatori del completamento risolutivo del processo.

Tornate quindi dal vostro partner e date la risoluzione del blocco al vostro compagno.

Si tratta qui di fare un tocco risolutivo e deciso.
Il partner passivo si collega con il blocco, anche se ora prova un senso di estraneità al blocco stesso.

Il partner attivo esprime tramite il tocco la risoluzione che ha ottenuto.
Il corpo del compagno diviene una mappa.

Ora il tocco inciderà sul corpo del partner passivo la risoluzione.

Respirate il tocco che avete ricevuto, incorporate la medicina.

Fate attenzione ai punti che sono stati toccati.

Cambio di ruoli.

Riassumiamo

La cosa più importante nel processo di guarigione è non identificarsi con la ferita.

Essere attaccati alla propria storia personale impedisce lo scambio che è di per se una guarigione.

Ecco perché nel riconoscere il dolore è necessario non focalizzarsi sulla sua risoluzione.

Il processo che utilizziamo dapprima riconosce la ferita e l’intento, poi crea uno scambio, lo mette in circolazione.

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Potrebbe interessarti anche: