Che cosa ti attizza?

Mi permetto qui di porre alla vostra attenzione una domanda cruciale con la quale si tratta di confrontarvi il più possibile ogni giorno.

Che cosa vi attizza maggiormente, che cosa desiderate ardentemente?

Non è assolutamente una domanda generale, essa riguarda il presente, questo momento e ogni altro momento in cui vi porrete questa domanda, per cui la risposta sarà diversa secondo le circostanze.

La risposta deve essere qui rigorosamente spontanea, priva di qualsiasi infiltrazione ideologica, riflessione, valutazione, analisi dei pro e contro.

Mi sto riferendo al puro desiderio, incontaminato da qualunque pensiero riguardo le conseguenze della soddisfazione di questo desiderio.

Questo è il livello base, di partenza, arietino, con cui occorre fare i conti, quello senza peli sulla lingua, schietto e trasparente, da intraprendere solo con coloro che sono pronti.

Che cosa vi attizza maggiormente, che cosa desiderate ardentemente? Che cosa, per andare più nei dettagli, vi crea un’eccitazione immane, con effetti visibili nel vostro corpo, nelle emozioni, nei pensieri?

Talvolta in molte persone questo qualcosa è così represso, inaccettabile, imbarazzante, ingestibile, che esse finiscono per non rendersene affatto conto. Invece, della consapevolezza di quel vero qualcosa, si inventono degli altri qualcosa che servono solo da copertura, per prendere tempo…

Ma se intendi fare questo esercizio occorre che tu sia spietatamente onesto. E per esserlo è necessario confrontare i tuoi desideri più proibiti, quelli che non hai mai osato esternare, e che tuttavia seguitano a banchettare nei meandri della tua mente conscia o inconscia.

Puoi star certo che se esiste anche solo uno di questi desideri proibiti, esso non ti darà mai tregua, e non importa quanto lo evadi e ignori, alla fine spazzerà via tutto quello che hai creato per negarlo, avendo la meglio.

Quindi, a che scopo vivere una vita di rinuncia, di repressione, di sforzi immani per trasformare quel desiderio in qualcosa di diverso, che i tuoi condizionamenti possono accettare?

Non importa che cosa fai per sfuggire quel desiderio, esso avrà la meglio su di te.

Ti trovi in questo corpo come conseguenza di quel desiderio. Hai fatto di tutto per desistere e a un certo punto hai pure creduto di esserne immune. Povero illuso!

Proprio nel momento in cui pensi che tutto sia a posto, esso arriverà e rovinerà tutto.

Allora cosa fare praticamente?

Poniti questa domanda:

Che cosa mi eccita in modo incontrollabile, nonostante tutte le mie riserve e contrarietà, e ogni tentativo di oppormi a ciò che sento?

Sii chiaro rispetto la risposta che ti dai, e al modo in cui cambia la risposta secondo le circostanze.

Se sei onesto con te stesso, le risposte che ricevi, quelle vere, saranno inevitabilmente imbarazzanti, inconfessabili.

Finché le neghi, esse ti domineranno, sarai il loro schiavo.

Se sei lungo un sentiero di risveglio multidimensionale è assolutamente vitale che tu sia in grado di riconoscere quelle risposte.

Non ti sto esortando ad agire di conseguenza, a mettere in atto quanto desideri. Ti sto invitando a essere consapevole di che cosa si tratta e a farlo nei minimi dettagli.

Che cosa è esattamente? Che cosa succede nella fantasia che hai di quel desiderio? Cosa provi? Cosa fai concretamente o cosa fa l’altro o gli altri?

Sii spietato con te stesso, non minimizzare, non rendere accettabile per la tua mente e le tue idee ciò che desideri. Vai dritto al sodo!

Se questo vi spaventa, se lo ritenete inaccettabile, ciò è legittimo, considerando il tipo di mondo in cui viviamo, e vi invito a non forzare voi stessi.

Se condividi cosa ti attizza, non indicate nomi o informazioni specifiche, soprattutto se il vostro desiderio comporta l’interazione con qualcuno o qualcosa di conosciuto. Potete impiegare termini come X o Y o altri simboli. Ma descrivete tuttavia nei dettagli che cosa succede, in cosa consiste il desiderio, evitando di usare termini volgari. Un modo per recuperare il potere immane dei vostri desideri, consiste proprio nel descriverli evitando parole volgari, il cui scopo è quello di rendervi succubi e impotenti dinanzi ai desideri.

Inoltre non identificatevi con il vostro desiderio e NON identificate nessuno con ciò che condivide! Un desiderio quando è espresso viene liberato, chi ne parla è in effetti l’unico che ha il pieno diritto di non essere identificato con esso, appunto perché ha avuto il coraggio di lasciarlo andare. Tutte le sensazioni che proviamo verso qualcuno che esprime apertamente ciò che desidera, sono invece indicative di noi, di quello che accade a noi. Quindi ogni volta che qualcuno condivide qualcosa che ci imbarazza, si tratta di disindentificarlo da quello che proviamo, perché quello che proviamo deriva solo da noi. Poi si tratta di disidentificare noi stessi da quello che proviamo.

Bene, allora, buon lavoro!

 

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