Deinsegnare

Il termine “insegnare” deriva dal latino “insignare” (segnare, imprimere) che si riferisce a “signum” (sigillo). La funzione di un insegnante consiste nel segnare e programmare lo studente, nel sigillare la sua mente e la sua anima, nell’imprimere la coscienza con marchi il più possibile indelebili finalizzati a determinare la sua percezione e senso della realtà.

In questo mondo non c’è a mio vedere bisogno di insegnanti, bensì di deinsegnanti. La funzione di un deinsegnante è togliere i sigilli, liberando il ricercatore dai segni e dalle impressioni lasciate dagli insegnamenti, per dare spazio alla conoscenza originaria quella che non può essere insegnata perché fa parte della nostra natura.

Un deinsegnante non mette altri vestiti su un corpo vestito né sostituisce vestiti vecchi con vestiti nuovi, un deinsegnante, ti spoglia di tutti i tuoi vestiti, fin quando rimani nudo per quello che sei. Ma un deinsegnante può fare questo solo se tu gli dai il permesso di farlo e se questo permesso lo rinnovi ogni volta, in ciascun istante. Il deinsegnante sei tu.
“La verità non è venuta nel mondo nuda, ma è venuta in simboli ed immagini. Esso non la riceverà in altra maniera. C’è una rigenerazione e un’immagine di rigenerazione. Ed è veramente necessario che si sia rigenerati attraverso l’immagine. Che cos’è la resurrezione? E la immagine è necessario che risorga attraverso l’immagine e la camera nuziale; l’immagine attraverso l’immagine, è necessario che si entri nella Verità, che è la restaurazione.” (Vangelo di Filippo, 67)

 

 

© Franco Santoro

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