Est

DIREZIONE EST

East logos

Elemento: Fuoco.

Stagione: Primavera.

Corpo: spirituale.

Regno: umano.

Parte del giorno: alba.

Segni: Ariete, Toro, Gemelli.

Settori: 1, 2, 3.

Età umana: nascita e infanzia.

Spirito Totem Tenutario: Ruha Sadoh.

Colori: rosso, oro.

Corpi celesti: Sole.

Viaggio: Via del Visionario.

Sentieri spirituali: chiarezza, saggezza, illuminazione.

Stella: Aldebaran.

 

Animali: predatori (aquila, coyote, falco, lupo, tasso, ecc.) castoro, cervo, istrice.

Qualità: autenticità, chiarezza, coraggio, creatività, onestà, potere.

Rancori: ansia, inerzia, inganno, isteria, proiezione, rabbia.

Strumenti di guarigione: attività atletiche, danza, dramma, jogging, movimento, canto, vision quest, camminate, arti marziali..

Stumenti sacri: campana, coltello, cornamusa.

Minerali: agata muschiata, mbra, corniola, ferro, pietra lavica, pietra focaia, quarzo citrino, zolfo.

Piante: ginepro, timo, cannella, cedro, tabacco, tarassaco, millefoglie.

Spiriti: Xipe Totec (aztechi). Brigit (celti). Arcangelo Raffaele (cristiani). Ares (greci). Marte, Vulcano (romani). Salamandre (spiriti della natura).

Suono: He.

Festival ed eventi sacri: Equinozio di primavera (21/23 marzo), Beltane (1 maggio).

 

Rappresenta l’emergenza o nascita in una nuova dimensione rischiarata dall’opportunità di accedere a visioni alternative dimoranti oltre la percezione limitata del CUA, è il luogo dove incontro la tua essenza autentica mediante il rilascio vigoroso delle malsane aspettative dell’ego così come sono riflesse nell’ambiente e in coloro che ti circondano. Qui confronti e accetti il tuo Intento e abbracci la tua Funzione.

L’Est è il luogo dove incontro la mia essenza autentica mediante il rilascio vigoroso delle malsane aspettative dell’ego così come sono riflesse nell’ambiente e in coloro che mi circondano. Qui confronto e accetto il mio Intento e coraggiosamente abbraccio la mia Funzione. Questa direzione determina il punto d’inizio di eroiche imprese che mi consentono di ricevere insegnamenti notevoli sul modo in cui dirigere l’energia.

I margini e le zone d’ombra sono mura create dall’ego al fine di preservare la sua realtà consensuale e tagliare fuori tutto ciò che è ignoto o causa problemi. I margini più comuni sono siti ai confini del Livello 1, o ai limiti della consapevolezza ordinaria. Quando nego qualche cosa e lo considero come estraneo a me stesso, questo è un margine. L’apertura verso un margine è un’esperienza di trasformazione, poiché sfida, confonde o annulla la mia identità convenzionale.  Aprirsi non significa necessariamente passare oltre il margine così come esso appare nella realtà ordinaria o nella sua forma di misuratore energetico. L’effettiva apertura, sebbene possa essere stimolata dall’esterno, procede nella matrice. Un margine primariamente diffuso tra gli esseri umani riguarda l’attribuire significato solo a ciò che è dotato di forma fisica visibile (corpi, case, piante, terra, oggetti, ecc.) e l’ignorare gli spazi che appaiono vuoti, definiti in genere come nulla. In verità gli spazi che appaiono pieni costituiscono solo una parte microscopica di quello che posso vedere potenzialmente. L’area di contorno che separa le forme visibili ordinarie costituisce uno dei margini primari dell’umanità.

 

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