Gestione rituale dei conflitti

theatre2 copyNelle culture che un tempo riconoscevano e onoravano la presenza di realtà invisibili e multidimensionali esistono tre livelli di gestione dei conflitti tra persone. Questi livelli sono considerati nel lavoro di guarigione astrosciamanica e integrati nella realtà sociale contemporanea.

Il primo consiste nel verificare in base alle tradizioni locali e le leggi di un dato paese che cosa è legittimo o meno.

Se c’è una risoluzione armonica secondo i costumi e le leggi vigenti, si trova un accordo tra le parti che così si riconciliano.

Se invece questo non è possibile e continua a esserci forte tensione tra le parti, questa situazione è interpretata come estranea alla sfera umana, dipendente da altre realtà.

Si riconosce il conflitto come scenario attraverso cui antenati, spiriti e forze invisibili si esprimono.

Allora si opera in altre due sfere giurisdizionali.

Una sfera appartiene completamente a realtà accessibili solo mediante il sogno o stati non ordinari di coscienza.

Il rapporto conflittuale è esplorato secondo la prospettiva di realtà parallele o alternative dove le parti in gioco vivono situazioni in grado di apportare comprensione e guarigione riguardo l’effettiva natura del loro problema.

Nell’altra sfera, successivamente o meno, il conflitto è messo in scena ritualmente, permettendo alle entità dell’alto, del basso e di realtà parallele di agire in maniera esplicita e visibile.

Questo avviene in un luogo adibito al contatto con il verticale, un tempio o uno spazio sacro, dove si celebra un rituale, un atto teatrale sacro.

Le persone in conflitto diventano i catalizzatori di forze invisibili.

Esse iniziano a creare interazioni teatrali che ordinariamente possono sembrare completamente folli, cui assistono tutte le persone del villaggio.

In quel momento il conflitto non è più personale, e diventa la manifestazione di un conflitto multidimensionale, che mediante il rituale è compreso, liberato e guarito.

 

© Franco Santoro

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