L’anima

L’anima può essere definita come quella parte che anela a congiungersi allo spirito non perché ne sia realmente separata, ma perché è ancora vittima dell’illusione di esserlo o perché ha a che fare con un ego che concepisce solo la separazione. Di conseguenza, l’anima è un’entità strategica atta a confrontare l’ego con la sua controparte immortale e immateriale. L’anima funge da mediatrice tra l’illusione dell’ego e la realtà dello spirito.

L’astrologia esoterica e tradizionale raffigura sovente lo spirito con il cerchio e con il simbolo del Sole, mentre l’anima viene identificata con il semicerchio e la Luna. L’astrologo Marc Edmund Jones definisce il semicerchio come “un carattere dell’anima nella sua forma pura, cioè quella che per natura è in parte spirito e in parte spiritualmente incompleta, per cui nella necessità di realizzarsi”. Il semicerchio è una parte del cerchio, così come l’anima è una parte dello spirito. L’anima è incompleta fino a quando non ritrova la sua originaria identificazione nello spirito. L’impulso primario dell’anima è l’unione con lo spirito, vale a dire l’unione con Dio e la connessione con il Tutto. Ogni essere vivente separato ha quindi un’anima. Essa esiste prima della nascita e continua ad essere presente anche dopo la morte del corpo fisico.

Per molte tradizioni l’uomo ha spesso più anime con funzioni diverse. Talvolta una sola sale al Cielo dopo la morte mentre le altre, si reincarnano sotto forma di insetti ed altri animali, o vagano per la Terra come spiriti persecutori. L’anima è il corpo di energia che consente allo spirito di esprimersi ad un livello conscio, subconscio, e superconscio, un sistema di espressione che conserva l’essenza delle esperienze rilevanti della vita. In molte filosofie essa rappresenta l’essenza o principio vitale di tutti gli organismi viventi, mentre nell’accezione cristiana convenzionale è la parte immateriale e immortale dell’uomo distinta da quella mortale e materiale del corpo. Il termine anima nella sua derivazione greca significa <vento, soffio>, mentre in quella latina è inteso come <principio vitale>.

Nello sciamanismo l’anima viene considerata generalmente come principio vitale. Questo principio può essere rappresentato da particolari organi del corpo, dal respiro, dall’ombra, da un oggetto, oppure da un bambino, da un animale, ecc. Nel mondo sciamanico, tra le diverse concezioni riguardo le cause delle malattie o della sofferenza, quella che predomina nettamente è costituita dalla perdita dell’anima. Ciò significa che “la malattia viene riferita ad uno smarrirsi dell’anima ovvero ad un furto dell’anima – e la cura, nel complesso, consiste nel cercare quest’anima, nel catturarla e nel reintegrarla nel corpo del malato”. Ogni volta che noi abbiamo dei traumi, una parte della nostra anima si separa da noi per sopravvivere e per sfuggire dalla situazione di dolore. Sulla Terra la maggior parte delle nostre energie viene usata o sprecata nella ricerca continua di questi pezzi perduti di noi stessi. Ciò avviene in genere inconsciamente e nei modi più diversi: formando relazioni di amore o di odio, sognando ad occhi chiusi o aperti, acquistando oggetti e proprietà, inseguendo carriere e obiettivi, lavorando, viaggiando o cambiando residenza, facendo sesso, mangiando, seguendo maestri o percorsi spirituali, partecipando a sessioni o gruppi terapeutici, ecc.

Nelle pratiche sciamaniche, per poter ritrovare le parti perdute del nostro essere, è essenziale prima di tutto sapere dove si trovano. A questo scopo esiste una specifica topografia che descrive le realtà non ordinarie e che permette di individuare sia le componenti separate che gli strumenti di guarigione. In questi spazi, lo sciamano si sposta in compagnia della sua Guida e compie il lavoro di guarigione. La carta astrologica rappresenta un’elaborazione tecnica di questa topografia dell’anima. Nell’astrosciamanismo essa assume la forma di Sacro Cerchio e diventa un campo di esplorazione in cui sia il facilitatore astrosciamanico che il paziente si muovono direttamente. Nelle apposite sessioni, il ricercatore è un protagonista attivo a cui viene richiesto di essere pienamente consapevole. Nella maggioranza dei casi, attraverso l’aiuto e la conoscenza del facilitatore (e delle sue Guide), egli stesso viene stimolato a entrare in rapporto con la sua propria Guida, per poi riconoscere e riprendere progressivamente il dialogo con le parti da cui si è separato. In altri casi, quando vi sono difficoltà, è il facilitatore che interviene e procede egli stesso alla liberazione dei rancori. Il termine liberazione dei rancori, di frequente uso in questo testo, equivale qui al recupero dell’anima, e corrisponde al lavoro che, mediante l’ausilio delle Guide, ci consente di ritrovare l’unità originaria con gli Spiriti di ogni Settore del Sacro Cerchio.

 

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