Mezza verità

Forse uno dei mali più grandi è la mezza verità che diventa assoluta. Dapprima la sua fonte ci seduce con qualcosa che è vero, obiettivamente, esperienzialmente. Questa può essere un’intuizione azzeccata, una retta argomentazione, una previsione avverrata, un’affermazione con cui proviamo totale risonanza, una manifestazione di grande amore, un atto di guarigione, un’azione esemplare, ecc. In seguito, abbagliati da queste esperienze, siamo portati a credere che tutto ciò che proviene da quella fonte sia vero.

Esiste una naturale innocenza e bontà in ciascun essere umano con cui la falsità deve fare i conti prima di tutto. La falsità ci seduce dapprima con qualcosa di profondo, vero, che apre il nostro cuore e le nostre menti. Poi una volta che ci ha convinto, può farci credere e fare di tutto.

Tuttavia, la mezza verità è di per sé vera, sacra, onesta, non ha secondi fini. È la falsità a sfruttarla, a corromperla. Quando siamo testimoni o protagonisti di una mezza verità, allora la nostra responsabilità è vigilare affinché essa non sia violata, dentro o fuori di noi.

La nostra responsabilità forse implica soprattutto riconoscere e accettare che non siamo in grado di conoscere l’intera verità, che nessun essere umano ne è in grado. Possiamo avere esperienza di verità parziali e provvisorie, parti di verità.

La falsità più grande è quella che pretende di essere la verità assoluta, senza ombra di dubbio, che ne è così convinta da convincere anche noi.

E se c’è qualcosa di vero in quanto sopra, per favore dubitate tutto il resto.

Potrebbe interessarti anche: