Ritiro di Quaresima

Siamo protagonisti ora del più grande ritiro di Quaresima della storia umana, con la massima partecipazione di tutti i tempi, sia da parte di credenti e non credenti.
La Quaresima, iniziata quest’anno il 26 febbraio, è il periodo di circa 40 giorni che precede la Pasqua, caratterizzato da preghiera, rinuncia, astinenza, penitenza, carità. La Quaresima ricorda i 40 giorni trascorsi da Gesù in digiuno nel deserto, ma anche altri eventi similari riguardanti il numero 40: i 40 giorni passati da Noè dentro all’arca durante il diluvio, i 40 giorni trascorsi da Mosé sul Monte Sinai, i 40 anni passati da Israele nel deserto, ecc.
Siamo tutti in ritiro, e il ritiro, se si segue la datazione della Quaresima, dovrebbe concludersi il Giovedì Santo, ossia il 9 aprile. Poi a partire dalla Pasqua (12 aprile) la musica dovrebbe cambiare in senso luminoso, seppure per ritornare alla normalità, che la Chiesa chiama “Tempo Ordinario”, bisognerà aspettare Pentecoste (31 maggio).
Con questo non sto azzardando previsioni, anche perché la datazione esatta della Quaresima e della Pasqua è sempre stata oggetto di accese dispute sin dalle origini del cristianesimo.
La Quaresima, così come la quarantena si basa sul numero 40, per cui quest’ultima si riferisce all’isolamento di 40 giorni richiesto alle navi provenienti da paesi colpiti dalla peste in tempi medievali.
Sia che si tratti di 40 giorni, o molto di più, è innegabile che la maggior parte degli esseri umani sta ora facendo astinenze e rinunce senza precedenti.
Le rinunce da un lato ci fanno soffrire e disperare per la mancanza di qualcosa o qualcuno, mentre dall’altro permettono di riconoscere e apprezzare il grande valore di qualcosa o qualcuno che davamo per scontato.
Ma le rinunce ci consentono pure di comprendere la natura più profonda di quanto è mancante. Da qui l’opportunità di cercare e trovare quello che ci manca in modo alternativo. Questa alternativa potrebbe sorprenderci e rivelare un aspetto sconosciuto di quanto ci manca. In effetti potrebbe anche dimostrare che non ci manca proprio nulla e che tutto ciò che credevamo di aver perso è invece assai più disponibile.

Quando questo succede allora non c’è più bisogno di stare in quarantena. La Quaresima si conclude ed è Pasqua di Resurrezione.
Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Potrebbe interessarti anche: