Sessualità privata e pubblica

Da una prospettiva multidimensionale, il problema nelle relazioni romantiche o sessuali è che chi si relaziona, sia che lo faccia in coppia, in gruppo o da solo, non sa effettivamente con chi si sta relazionando, ossia non è consapevole della natura e della quantità di entità che sono presenti durante un’attività sessuale o intreccio romantico, al di là di quelle che risultano fisicamente visibili.

Il paradosso è che nella realtà separata umana consideriamo il sesso o l’intimità romantica come la pratica più riservata e privata possibile, spesso anche la più proibita e segreta, laddove a livello multidimensionale ogni scambio romantico o sessuale è un accadimento pubblico di massima portata, di cui sono partecipi moltitudini di esseri.

Crediamo di essere da soli, in una camera da letto o in un luogo appartato, dove nessuno può sentirci o vederci, mentre ci troviamo al centro di un vasto mercato, in cui non solo attorno a noi si raduna una folla immane, ma ci sono anche tanti altri partners che simultaneamente interagiscono con noi, oltre a quello con cui ci illudiamo di essere.

La nostra percezione ordinaria della sessualità e di ogni rapporto umano è una forma di autismo sessuale cronico, la conseguenza degli effetti allucinogeni di una realtà separata che ci ostiniamo da tempi ancestrali a considerare come l’unica realtà possibile. Tale autismo se da un lato permette di escludere dalla nostra consapevolezza tutto quanto è estraneo alla stanzetta in cui ci siamo confinati, dall’altro non impedisce alla realtà più vasta di cui facciamo parte di continuare la sua esistenza.

L’attività sessuale umana ordinaria è, con tutto il rispetto, una forma di masturbazione in cui il corpo fisico è asservito agli stimoli di una fantasia autistica articolata secondo le modalità di programmazione biologica e culturale definite dalla nostra realtà separata.

Due o più individui coinvolti in uno scambio sessuale o sensuale, sia che si tratti di un rapporto puramente fisico o di natura molto più profonda, da una prospettiva multidimensionale si stanno relazionando con un’infinita rete di connessioni che comprendono tutti gli individui con cui essi si sono relazionati in passato e si relazioneranno nel futuro, altri esseri umani sconosciuti del presente, passato e futuro di questa terra, universi paralleli, realtà invisibili e visibili di ogni grado e natura.

Queste presenze ed energie sono intimamente coinvolte nelle nostre relazioni anche se non siamo disposti a riconoscerle. In effetti, fino a quando rimaniamo ancorati  nella percezione separata derivata dalla realtà consensuale continueremo a mettere in scena ciclicamente gli stessi copioni nella nostra vita sessuale e affettiva.

Per uscire dal nostro autismo multidimensionale occorre che siamo aperti ad avere un’esperienza diretta di quello che accade al di là di quanto siamo stati convinti a credere che stia accadendo.

Quanto sopra, espresso in termini strategicamente provocatori, richiede un approfondimento, sia tecnico sia esperienziale, ampiamente disponibile, quando ci sono le circostanze di ricezione ideali, come in alcuni seminari e sessioni.

 

 

 

 

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