Soddisfare

Se esiste un forte desiderio che di tanto in tanto, o assai spesso, ti tenta, mi riferisco qui a qualcosa di proibito, imbarazzante, scomodo, segreto, in grado di sovvertire la tua vita, oggi può essere il giorno in cui tu scegli finalmente di soddisfarlo.

Soddisfare deriva da latino “satisfacĕre”, composto da “satis” (abbastanza) e “facĕre” (fare). Soddisfare un desiderio significa “fare abbastanza” un desiderio.

Soddisfare non vuol dire “fare totalmente”. Soddisfare è un’arte che richiede la capacità creativa di fare qualcosa in maniera equilibrata, mantenendo una distinzione tra “abbastanza” e “totalmente”. Per esempio, c’è una differenza tra il volto di un essere umano che appare in un dipinto o scultura e il suo volto in carne e ossa; tra accarezzare una persona che ci piace, o che desidera essere accarezzata, per qualche minuto, e possederla, o essere posseduti, per tutta la vita.

Il “satis” (abbastanza) della soddisfazione indica l’aspetto creativo, equilibrato, il punto in cui fermarsi. Il problema è che in molti dimora un desiderio impellente di essere totali, di andare fino in fondo, per cui chi e cosa si desidera diventa un ostaggio che non si molla mai, di cui non se ne ha mai abbastanza.

Allora, ritorniamo ora alla soddisfazione di quel vostro desiderio a cui ho accennato all’inizio.

Il primo passo della soddisfazione di un desiderio proibito consiste nel riconoscere e accettare quel desiderio apertamente. Invece di fare finta che non ci sia, di vergognarsene, di nasconderlo, di reprimerlo o coltivarlo segretamente, lo ammettiamo chiaramente con noi stessi. Si tratta di affermare con se stessi qualcosa del tipo: “Io sento una forte attrazione verso quella persona e mi piacerebbe che…” In questo modo il desiderio cessa di essere proibito e nascosto, e trova la sua prima cruciale soddisfazione, che è quella di essere riconosciuto e legittimato. Questo è il primo “abbastanza” del “fare”.

Talvolta solo questo è “abbastanza”. Ma nel caso non lo sia, si può compiere un secondo passo. Questo consiste nell’esternare la precedente affermazione, nel rivolgerla alla persona interessata. Qui si tratta di dirgli, per esempio: “Io sento una forte attrazione verso te e mi piacerebbe che…” In questo modo il desiderio cessa di essere proibito e nascosto non solo a livello interiore, ma anche esternamente e trova una seconda soddisfazione, che è quella di essere riconosciuto e legittimato pubblicamente. Questo è il secondo “abbastanza” del “fare”.

In molti casi questo “abbastanza” basta e non dipende affatto dalla risposta del nostro interlocutore. Non ci interessa la risposta, perché la nostra è un’affermazione e non una domanda! Ciò che conta è aver dato soddisfazione al desiderio, esprimendolo, dandogli dignità. La reazione dell’altro è qui irrilevante, sia che risponda in modo positivo o negativo, la soddisfazione c’è stata.

Ma nel caso non sia abbastanza, si può compiere un terzo passo, che consiste nel fare una proposta diretta all’interessato, nel domandargli qualcosa. Per esempio, “Io sento una forte attrazione verso te e mi piacerebbe che… quindi ti propongo di…” In questo modo fai capire che la tua intenzione non è solo quella di esprimere un desiderio, ma anche di fare concretamente qualcosa di specifico riguardo quel desiderio, che l’altro può accettare o meno.

Nella maggior parte dei casi, in questo modo il desiderio è soddisfatto, sia che la persona risponda negativamente o meno. Quel che conta qui è il fatto che abbiamo avuto il coraggio di proporre quel che vogliamo. Fai attenzione però! Qui si tratta di essere diretti riguardo quel che vuoi. Se, per esempio, ciò che ti piacerebbe veramente è di andare in un luogo tranquillo ed essere accarezzato da quella persona, si tratta di proporlo apertamente. Se proponi a quella persona di andare al cinema insieme o di prendere un caffé al bar, quando proprio non ti interessa affatto vedere un film o prendere un caffé, ecco che la cosa non funziona e sarai probabilmente insoddisfatto.

Quindi assicurati di essere stato esplicito riguardo il contenuto della tua proposta.

Ma se anche in questo caso, senti insoddisfazione, allora esiste una penultima possibilità. Si tratta di verificare se è possibile trovare un compromesso, di fare qualcosa che trova d’accordo sia te sia l’altra persona. Questo è uno degli aspetti supremi dell’arte della soddisfazione!

E quando lo esprimi e lo articoli, la soddisfazione è inevitabile.

Ma nel caso non lo sia, esiste un’ultima possibilità, probabilmente ovvia, ma su cui preferisco mantenere il mistero, altrimenti dico tutto io.

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