Venerdì Santo

imagesL’unica certezza dietro le illusioni dell’ego sono l’agonia e la morte. Per questo l’ego fa di tutto per negarle, cercando disperatamente di preservare il sogno di un benessere e potere personale illimitato.

La sofferenza, la malattia e la morte sono fonte di massimo imbarazzo per l’ego, perché distruggono inesorabilmente le sue illusioni. Di conseguenza la maggior parte degli individui ne fa esperienza in segreto, occultandosi, con un senso di vergogna e colpa verso un mondo artificiale fondato sull’ipocrisia e il benessere fittizio.

La sofferenza, la malattia e la morte possono essere esperienze dure e impegnative, ma ciò che le rende devastanti è l’idea folle che si tratti di qualcosa di sbagliato, la conseguenza di un errore che abbiamo commesso. La massima perversione che i sistemi di credenza ispirati dall’ego raggiungono consiste nel ritenere la malattia e il dolore fisico come qualcosa di anormale, prove che qualcosa non funziona, che abbiamo dei problemi irrisolti…

La prova inconfutabile è che tutti gli esseri umani, anche quelli più spavaldi e “illuminati” sono destinati ad ammalarsi, soffrire e morire fisicamente. Quindi lo scopo prioritario in questo mondo non è raggiungere la felicità evitando la sofferenza, la malattia e la morte, bensì riuscire a rimanere in uno spazio di pace e felicità sia in presenza del piacere e della sofferenza, della salute e della malattia, della vita e della morte.

Oggi, Venerdì Santo, possiamo scegliere di essere autentici, accettando la sofferenza, così come la gioia, senza preoccuparci se ciò che proviamo causa imbarazzo negli altri.

Il simbolo del cristianesimo è la croce. Alcune persone sul cammino spirituale rigettano questo simbolo, perché enfatizza il dolore e la sofferenza, il sacrificio e il martirio. Essi sostengono che bisogna dare spazio ad aspetti positivi, alla gioia e alla bellezza della vita.

La gioia e la bellezza della vita risiedono nella piena accettazione dell’esperienza umana, che include anche il dolore, la malattia e la morte. Il fatto che la croce seguita ad essere il simbolo del cristianesimo serve a ricordarci l’appuntamento inevitabile con la morte fisica, il fatto che essa accomuna tutti, incluso il Divino, e la gioia e la bellezza che deriva dall’accettarle e andare oltre.

© Franco Santoro

Immagine: dipinto di William Bouguereau

 

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