Il Centro

Il Centro rappresenta l’unità primordiale e ultima, il luogo interdimensionale dove convergono tutte le energie e forme possibili, il punto in cui il microcosmo si fonde col macrocosmo, la convergenza tra asse verticale e asse orizzontale, il principio da cui tutto trae origine e ritorna, la matrice prima e ultima, pura coscienza priva di identificazione, il perno dell’asse verticale, il portale verso pienezza e vuoto, tutto e nulla, l’Identità Multidimensionale Centrale. Emana da uno spazio vuoto, assente di qualsiasi forma, da cui nasce come coscienza creatrice e testimone, dal Centro si forma il Cerchio, che rappresenta la sua emanazione e creazione.

Il Centro è un punto di totale neutralità da cui partire e arrivare ogni volta perché, anche se non ti senti affatto neutrale, l’atto di invocare il Centro consente coscientemente di entrare in rapporto con questo spazio di verticalità e neutralità in cui non ti identifichi con una parte, ma ti schieri nella centralità in cui sei cosciente di tutte le parti.

Nel Centro vivi un’esperienza epifanica, un momento profondo di estasi o connessione con il Tutto e la tua natura multidimensionale, o qualunque altra esperienza di guarigione che giunge come un dono.

Quando ti rapporti col Centro, lasci il mondo dei limiti ed entri nello spazio della totalità. Qui non c’è niente da far funzionare, tutto si traduce in realtà sulla base di ciò che vuoi, senza attrito della materia e la sua consumazione nel tempo. Usi l’immaginazione senza vincolarla alla materia, immagini la situazione più gioiosa possibile in base a ciò che scegli. Lasci perdere l’identificazione con la parte di te che lotta, con o senza successo nel mondo fisico e al di là della maestria ottenuta in questa lotta con la realtà fisica, ti apri a una realtà in cui non esiste questo confronto, in cui il passaggio dall’immaginazione all’esperienza diretta è immediato, senza limiti e ottenendo benessere, gioia e potere. In questo spazio di potere non ci sono conseguenze rispetto a quello che fai, non esiste il fattore tempo; non c’è il processo né di costruzione né di decadimento e crisi, godi delle cose nel loro massimo fiorire, senza rassegnarti al loro inesorabile decadimento e morte o anche al faticoso processo di costruzione e gestazione.

Pratica 1: chiudi gli occhi, e raggiungi un punto centrale, un sito verso cui approda tutto ciò che esiste, un luogo d’arrivo e pure di partenza. Mentre prendi atto di questo punto centrale, l’invito è di avvederti che questo è un punto che hai in comune con ogni essere, sia vivente sia morta, un punto uguale per tutti. Per alcuni momenti, mentre rimani in questo spazio vivissimo di silenzio, intramezzato da suoni e parole, dimori nella certezza di condividere la stessa origine, il medesimo destino, un uguale presente, un unico Centro. Da questo spazio centrale, tacito e interiore, puoi collegarti con lo spazio che esiste fuori, sprigionando la sua essenza nel mondo che ti attornia. Con quest’intenzione, l’invito è ora di aprire gli occhi, per riconoscere l’ambiente esterno, il luogo ove ti trovi.

Il Centro può essere definito anche come Dio. Il problema è che questo termine, a meno che con esso non ci si senta completamente a proprio agio, è intriso di troppi pregiudizi, nozioni teologiche e fraintendimenti, che impediscono per molte persone un approccio diretto ed esperienziale alla sua conoscenza. Per questo motivo usiamo in questo testo un termine neutrale: il Centro.

Per capire chi sei e tutto ciò che esiste è vitale che ti rendi conto del tuo rapporto con il Centro, a parte le idee su Dio derivate dal mondo e dalle culture circostanti. È essenziale che rivendichi il diritto di rapportarti con il Centro, e a lavorare su tutti i punti di ostacolo, ciò che crea blocchi.

Le pratiche astrosciamaniche partono e ritornano sempre dal Centro, comportano l’espansione verso l’Asse Verticale e l’Asse Orizzontale, il Cerchio e viceversa, creando un ponte di guarigione.

Di questo Cerchio, i quattro Elementi e Direzioni sono i raggi, per cui il Centro è il punto centrale della croce, sia orizzontale, sia verticale. Il Centro è il punto di irradiazione e convergenza dell’Asse Verticale e Orizzontale, del Cerchio e dei sui 12 Settori, ciascuno operante con tre distinte polarità (negativa, positiva, neutra) e secondo due modalità (separante e unificante). Questi Settori agiscono costantemente nei nostri corpi, menti ed emozioni in dosi e maniere diverse per ciascun individuo.

Il Centro è la matrice che permette di essere testimoni dell’operatività del Cerchio. Nel lavoro di guarigione si tratta di allinearsi e ritornare ad essa regolarmente con apposite pratiche e ogni volta in cui i Settori predominano o sono dissonanti. Il rapporto con il Centro consente di decondizionarci, di trasformare le modalità di separazione dei 12 Settori e riportarle all’unità.

Quando invochiamo il Centro o ci rapportiamo con esso da una prospettiva umana non contattiamo effettivamente il Centro bensì la sua più prossima rappresentazione in base alla nostra consapevolezza dimensionale. Quando ci rapportiamo con il Centro contattiamo la sua più prossima rappresentazione in base alla nostra consapevolezza dimensionale, relazionandoci con emanazioni particolari site nella spirale del Cerchio e operanti come filtro. Per indicare la massima espressione di queste emanazioni usiamo il termine Identità Multidimensionale Centrale (IMC).

L’IMC è uno spazio in via di definizione che rappresenta il massimo livello provvisorio di consapevolezza multidimensionale, il punto che aiuta a liberarci dalle corruzioni, depistaggi e condizionamenti della percezione separata.

L’IMC è la modalità provvisoria in cui percepiamo il Centro, adattata alla nostra consapevolezza e collocazione dimensionale. L’IMC è quanto di più vicino al Centro possiamo percepire e concepire a livello umano.

La pratica di connessione con il Centro e IMC, comporta riconoscere il mondo esterno e quello delle nostre emozioni e pensieri, lasciando che si dissolva nel Centro tramite il respiro. Si tratta di dimorare interamente nel Centro con regolarità ogni giorno per alcuni minuti, percependo l’intero mondo esterno, con la nostra vita, emozioni e pensieri che si muovono nel Cerchio, senza avere alcuna influenza sulla nostra consapevolezza centrale.

 

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