La mappa astrologica

Nell’Astrologia Multidimensionale la carta natale tradizionale rappresenta l’io separato, fondato sull’identificazione con un corpo fisico e genere, legato al tempo lineare e con un unico inevitabile fine: la morte. Il lavoro di guarigione consiste nel liberarci dall’asservimento a questa identità passando dalla carta natale personale alla carta planetaria generale e locale, quella comune a tutto il pianeta e a ogni essere umano in un dato tempo, e/o quella comune a un particolare spazio nel tempo. Quest’ultima carta è in continuo movimento: nell’arco di un giorno copre tutti i segni dell’Ascendente, durante un ciclo lunare comprende tutti i segni della Luna, in un anno quelli del Sole, ecc.

In una sessione riconosciamo prima di tutto la carta planetaria generale e locale, le posizioni celesti del momento, identificandoci con esse, mettendole in scena, e liberandoci dall’identificazione con la propria carta natale. La carta natale mostra dove siamo bloccati ed è preziosa perché rappresenta il copione dei condizionamenti dell’identità separata, il portale da superare per accedere alla carta planetaria, che costituisce il modello alternativo di identificazione. Una volta che siamo in grado di riconoscerci nella carta planetaria, piuttosto che in quella natale personale, possiamo compiere un ulteriore passo verso un’identità ancora più ampia: quella multidimensionale, che concerne l’universo oltre il tempo e lo spazio, il Centro dell’esistenza.

La mappa astrologica

La mappa astrologica, o carta natale, è una rappresentazione in codice del Cielo basata su uno specifico momento e luogo di osservazione. Nei tempi antichi queste mappe erano realizzate attraverso l’osservazione e l’esperienza diretta del Cielo e della Terra. Esse consideravano, oltre alle posizioni dei corpi celesti, anche altre informazioni come i fenomeni atmosferici, le colorazioni e le forme della Luna, del Sole, delle nuvole, del terreno, la presenza di certi animali, piante, suoni, visioni e sogni. Nessun dato era escluso, poiché l’uomo era visto come parte del Tutto e non esisteva separazione tra Cielo e Terra. In seguito, quest’attitudine venne meno. L’osservazione diretta fu limitata al Cielo ed assunse caratteristiche di precisione e complessità tali da divenire esclusivo patrimonio di pochi esperti. E’ così che la separazione si accentuò e stabilì le fondamenta per le culture che abbiamo ereditato dai nostri recenti antenati.

Attualmente, per ottenere i dati a loro necessari, gli astrologi ricorrono quasi esclusivamente ad appositi libri (Effemeridi e Tavole delle Case) o a specifici programmi per computer. Questi strumenti forniscono le informazioni tecniche che servono per redigere una carta del cielo. In questa carta sono generalmente indicate le posizioni in gradi di longitudine celeste dei pianeti astrologici e altri punti di riferimento (case, nodi lunari, punti medi, ecc.) così come si trovavano nell’istante e nella località di nascita di una determinata persona.

La mappa astrologica, similmente alla fotografia, è il congelamento di un movimento. In questo caso si tratta di quello del Cielo e della Terra: il movimento più ampio concepibile dagli esseri umani. Il congelamento di questo moto ben si addice a rappresentare l’allucinazione dell’ego. L’energia fluiva liberamente nell’universo e, ad un certo punto, si è bloccata, generando una condensazione che la mappa astrologica ritrae nei suoi molteplici aspetti. In realtà, i corpi celesti e la Terra non si sono mai arrestati e hanno sempre continuato a muoversi. Tuttavia, l’ego è rimasto ancorato ad un fotogramma fisso ed è con esso che si ostina ad identificarsi. Quest’identità, legata al blocco di un istante passato, ci spinge a vivere in una realtà separata di cui siamo noi stessi vittime e creatori. E’ un’allucinazione che permane indisturbata fino a quando, in particolari momenti della vita, non facciamo i conti con la realtà presente e con il movimento effettivo dei pianeti. In quei momenti, che l’astrologia denomina transiti, la temperatura sale e il ghiaccio cede mettendo in luce la precarietà dei nostri congelamenti. Spesso si tratta di importanti occasioni, in cui è possibile aprire dei varchi per scoprire qualcosa di più rispetto al mistero della vita che ci circonda. In altri casi, si possono passare intensi periodi di crisi dovuti alle conseguenze della trasformazione delle nostre strutture d’identificazione.

La mappa astrologica indica cosa sono ora in conformità a quello che ho pensato e fatto nel passato. Essa fornisce un quadro dei rancori e di tutti i blocchi che ho contribuito a creare nel corso della mia esistenza. Questo congelamento ostruisce la mia vera percezione e continua a trattenermi in una dimensione di esperienza limitata. Alcune tradizioni insegnano che gli uomini si reincarnano continuamente a causa dell’attaccamento ai loro blocchi. In questo senso la carta natale fornisce un quadro di tutti i blocchi principali e di ciò che ho bisogno di liberare. L’astrologia tradizionale considera in genere la carta in termini lineari come qualcosa che deve evolversi. Se sono nato, per esempio, con il Sole in Vergine, allora il mio scopo consiste nel raggiungere il massimo potenziale della Vergine. Da un’altra prospettiva, se sono nato Vergine, significa che vi sono dei rancori specifici in Vergine che posso riconoscere, liberare e trasformare. Ciò non vuol dire che non porterò a compimento i potenziali della Vergine, bensì che sono qui per andare oltre la Vergine, per scongelarla.

(Da: Franco Santoro, Astrosciamanesimo: un viaggio nell’universo interiore, Amazon Kindle, 2013)

Condividi su facebook
Condividi su twitter
Condividi su linkedin
Condividi su email
Condividi su whatsapp

Potrebbe interessarti anche: