La tigre dai denti a sciabola e la primavera

Il Sole è da diversi giorni ben saldo in Ariete e la Primavera si è fermamente radicata!

Il suo spirito glorioso vaga e ruggisce come la leggendaria tigre dai denti a sciabola, l’incarnazione del guerriero che si apre fieramente la strada attraverso l’oceano della consapevolezza.

Questa tigre era un predatore molto feroce vissuto in un remoto passato quando la terra era bloccata nell’Era Glaciale. Si è estinta circa 11000 anni fa. Tutto quello che è rimasto della sua forma organica può essere visto ora soltanto nelle bacheche dei musei di storia naturale. E tuttavia da una prospettiva energetica sarebbe più corretto dire che noi, come essere umani, siamo coloro che sono estinti, mummificati nelle bacheche di una configurazione separata, mentre la tigre dai denti a sciabola si muove ancora liberamente, scivolando di realtà in realtà.

Questa tigre, così com’è descritta da Carlos Castaneda, respira con tutto il suo corpo e percepisce con l’intero suo essere. Esemplifica la passione del guerriero, è consapevole che ogni momento potrebbe essere l’ultimo, e tuttavia non rinuncia mai al suo proposito, poiché possiede il coraggio, la competenza e la grazia per perseguire il suo risoluto intento.

Mentre l’inizio della primavera e l’ingresso del Sole in Ariete iniziano un nuovo ciclo dell’anno, questo può essere un momento cruciale per rivendicare un puro e genuino senso di chiarezza, impegnandosi coraggiosamente con l’Intento autentico che continua a ruggire nel centro del nostro essere.

Per il valoroso ricercatore sul sentiero quest’Intento non ha niente a che fare con la lotta per raggiungere obiettivi e desideri nella realtà fisica, nel modo in cui umanamente la percepiamo. Obiettivi, propositi, manifestazione, o auto-affermazione, come si applicano nella vita di tutti i giorni, sono semplicemente pallide ombre dell’Intento. Questi non dimora nella nostra consapevolezza condizionata del mondo ed è completamente scollegato dalla nostra identificazione con il corpo, così come lo vediamo. L’Intento è un’onda di pura energia che fluisce attraverso gli spazi vuoti lasciati vacanti dalla nostra percezione sensoriale ordinaria. Si trova ben oltre il mondo che pretendiamo di conoscere, esiste in un regno invisibile, completamente alieno alla nostra cognizione, che tuttavia è paradossalmente la matrice che produce ogni aspetto della nostra vita.

La rivelazione di quest’Intento richiede un enorme investimento di energia, un compito irraggiungibile finché continuiamo a usare l’energia per sostenere la nostra percezione condizionata della realtà. Quando tutta la nostra energia è impiegata per supportare la nostra identità separata e il nostro senso di importanza, non c’è spazio per nient’altro.

Il nostro senso di importanza è considerato da Don Juan Matus il nemico supremo dello sciamano e la nemesi del genere umano. Questo è evidente nell’interesse incessante per il modo in cui ci presentiamo al mondo, la preoccupazione di piacere agli altri, il desiderio di essere riconosciuti, che ci spinge anche ad investire grandi quantità di energia nel riconoscimento degli altri, così che loro possono poi riconoscere noi.

Don Juan sosteneva che se fossimo in grado di lasciar andare un po’ di quella preoccupazione verso il proprio riconoscimento, “due cose straordinarie potrebbero accaderci. Uno, potremmo liberare la nostra energia dal tentativo di mantenere l’idea illusoria della nostra grandezza, e, due, potremmo procurare a noi stessi energia sufficiente per entrare nella seconda attenzione e dare un’occhiata alla reale grandezza dell’universo.” (Carlos Castaneda, L’Arte di Sognare).

Questa grandezza dell’universo diventa disponibile quando attingiamo al nostro vero Intento, allineandoci con un campo di energia che esiste nella matrice del nostro essere. Questa forza può essere identificata con molti nomi: Intento, Sé Superiore, Dio, Identità Multidimensionale Centrale, o qualunque termine ci faccia sentire bene. Tuttavia qui questo termine non ha niente a che vedere con il modo intorpidito in cui la nostra realtà separata interpreta Dio e simili. Descrive una forza vibrante, vitale e totalmente liberatoria, completamente avulsa dalle divinità mummificate del culto consensuale. Sviluppare la consapevolezza di questa forza come energia primaria dell’universo è la sola opportunità per qualsiasi vera evoluzione umana.

Un’ardente benedizione sulla vostra Primavera!

Franco Santoro

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