Ponte

Non occorre andare tanto lontano nello spazio e nella cultura per ascoltare verità profonde. Nella cultura italica vi sono tante gemme, che sono ancor più preziose per la loro capacità di mimetizzarsi, di prendere varie forme, con varie chiavi di lettura, in modo che sia lo stolto sia il raffinato possano cogliere qualcosa. Mi riferisco qui alla citazione a fondo pagina.
 
Il paradiso che si mostra solo pulito e puro come un paradiso per me è sporco e impuro come l’inferno da cui intende prendere le distanze.
 
Amo invece il paradiso che crea un ponte con l’inferno, così come l’inferno che crea un ponte con il paradiso. Amo le porte aperte, il libero transito.
 
Alcune persone hanno la capacità di percepire senza mezzi toni paradiso e inferno. Sono le persone più benedette e maledette in questo mondo separato. Se sei una di queste persone, forse qui la tua vita non è molto facile e ne passi di tutti i colori.
 
Ne passi di tutti i colori perché sei un ponte, un punto di passaggio, una porta aperta.
 
Un ponte, un punto di passaggio aperto, è quanto di più utile possa esistere in questo mondo transennato.
“L’inferno dei viventi non è qualcosa che sarà; se ce n’è uno, è quello che è già qui, l’inferno che abitiamo tutti i giorni, che formiamo stando insieme. Due modi ci sono per non soffrirne. Il primo riesce facile a molti: accettare l’inferno e diventarne parte fino al punto di non vederlo più. Il secondo è rischioso ed esige attenzione e apprendimento continui: cercare e saper riconoscere chi e cosa, in mezzo all’inferno, non è inferno, e farlo durare, e dargli spazio.” (Italo Calvino)
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