Prosopopea

(gr. prósopon ‘persona’, poiéo ‘faccio’) è un artificio linguistico per cui individui assenti o deceduti, e anche oggetti, astrazioni, entità si esprimono come se fossero presenti o vive. Il termine è usato anche per indicare senso di importanza, presunzione, arroganza.

Da una prospettiva astrosciamanica indica la tendenza ad attribuire significato e riferimenti personali a ciò che accade o al comportamento degli altri. Implica attribuire all’idea arbitraria di se stessi, all’identità separata CUA importanza. Questa identità, poiché inesistente e illusoria, non presente, richiede continue evocazioni prosopopeiche al fine di mantenersi in vita ed essere riconosciuta.

La prosopopea porta a pensare che tutto quello che succede riguarda il nostro ego, l’identità fisica, quel che crediamo essere noi stessi. In chiave astrosciamanica à messa in atto dai meccanismi di repressione e proiezione dell’ego. Si tratta di un delirio cronico basato su convinzioni derivate non solo da paranoie e psicosi, ma anche dai sistemi stessi di credenza e i programmi della realtà ordinaria. Ciò è riconducibile all’azione predatoria e invasiva di entità multidimensionali, che è possibile identificare e trasformare tramite pratiche adorcistiche e di discriminazione degli spiriti.

 

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